INCONTRI RAVVICINATI DEL TERZO TIPO (USA) di Steven Spielberg (137')
Versione restaurata "Directors Cut" da Cineteca di Bologna.
Introduce il film Luca Doni.
Gli “incontri ravvicinati del terzo tipo” sono uno dei tratti distintivi del cinema di Steven Spielberg: rappresentano il punto di contatto tra il reale credibile e il reale possibile, l’ipotesi che esista qualcosa in grado di generare il dubbio di una nuova e diversa percezione di vita. Dubbio che nelle opere di Spielberg si profila sovente come pericolo. E Incontri ravvicinati del terzo tipo prende il via su quella che non può che apparire come la più classica delle minacce: luci notturne nei cieli che attirano bambini e adulti fuori dalle case; il nemico sembra venire dal cielo, magari dallo spazio, e l’angoscia si muove sottile, sotterranea, nel silenzio della notte.
C’è una nazione dormiente che ha preferito la solidità del sogno americano ai vagheggiamenti di fantasie d’altri mondi, d’altri esseri che non portano con sé la guerra – la morte che scende dai cieli in quegli anni è prerogativa statunitense, in piogge al napalm sui villaggi vietnamiti – ma una possibilità di diversità, se non addirittura salvezza. Una volta di più Spielberg scoperchia con amorevole comprensione le distonie di una piccola borghesia che si è accomodata nel lusso destinato a lei dal Capitale e sceglie di sedersi dalla parte della classe media, che quando si accorge di poter aprire gli occhi sa ancora produrre una visione. (Raffaele Meale, Quinlan)
VERSIONE ORIGINALE, SUB ITA



