Introduce il film Gianni Lucini.
EVENTO NEXO STUDIOS
Con Moulin Rouge! Parigi appare più che mai sgargiante, sopra le righe, provocatoria. Merito dello sguardo visionario del regista australiano Baz Luhrmann, che dopo le esperienze precedenti raggiunge qui una piena maturità stilistica, trasformando il film in uno dei film cult dei primi anni Duemila. L’opera rilancia il musical contaminandolo con suggestioni tratte da La Traviata di Giuseppe Verdi e intrecciando celebri brani pop rivisitati, da David Bowie a Madonna. Determinante è anche la prova degli interpreti: Nicole Kidman offre una delle performance più intense della sua carriera, affiancata da un altrettanto convincente Ewan McGregor.
Lo stile del regista fonde melodramma e musical, lasciando un'impronta suggestiva che risiede anzitutto nell'estetica: scenografie esuberanti, movimenti di macchina vertiginosi, un’esplosione visiva che non può non travolgere la platea spettatoriale. Il film resta infine centrale in una fase di trasformazione del linguaggio cinematografico: con l’affermazione del digitale, infatti, il cinema ha accentuato sia la sua tensione verso il realismo più immersivo sia la sua vocazione visionaria, capace di rendere visibile persino l’impossibile. (Ondacinema)



