Il nuovo film di Rocco Papaleo segue le vicende di Biagio Riccio (interpretato dallo stesso regista), un sognatore nato in un piccolo paese che dopo una breve carriera militare è diventato una guida turistica, specializzandosi nel suo territorio natale, a metà fra la Lucania e la Calabria. Un giorno riceve la telefonata di Raffaella Cursaro (Vanessa Scalera), un'attrice di non troppo successo che gestisce un laboratorio teatrale presso una casa di accoglienza. Il laboratorio invita le detenute a immaginarsi come alberi, e Raffaella ha pensato di portarle a vedere da vicino il Pino Loricato, una pianta centenaria che riesce a sopravvivere in condizioni estreme ed è per questo considerato un simbolo di resilienza.
A seguire Biagio e suo nipote Luciano (Andrea Fuorto), un ventenne che ha rinunciato all'università e nell'attesa di capire cosa vorrà fare della sua vita si allena nella corsa, sono quattro donne: Samanta (Claudia Pandolfi), finita nei guai per raccogliere i soldi necessari a sfuggire al marito violento; Fiammetta (Livia Ferri), cantautrice che si è vendicata di una manager fedifraga; Anny (Rosanna Sparapano), ingegnere informatica improvvisatasi hacker; e Gurdun (Teresa Saponangelo), infermiera improvvisatasi rapinatrice.
Il bene comune è il quinto film da regista di Rocco Papaleo, e prosegue lungo il tracciato insolito della sua visione artistica, che ha molto a che fare con il suo talento musicale. Non solo nei suoi film c'è spesso un/a musicista (Giorgia, Max Gazzè, e ora la cantautrice Livia Ferri, che qui ha il ruolo di Fammetta), ma il ritmo della narrazione è quello dell'improvvisazione jazz, accompagnato tanto dalle belle musiche di Michele Braga, quanto da singoli brani scritti dallo stesso Papaleo per l'occasione e arrangiati da Braga. (Paola Casella, MyMovies)



