La cronologia dell'acqua, l'esordio alla regia di Kristen Stewart (Spencer, Crimes of the Future), sarò al cinema Araldo.
Cresciuta in un ambiente devastato dalla violenza e dall’alcol Lidia, una giovane donna, lotta per trovare la sua strada. Riesce a fuggire dalla sua famiglia e a iscriversi all’università, dove trova rifugio nella letteratura. A poco a poco, le parole le offrono una libertà inaspettata.
Tratto dall’autobiografia della scrittrice statunitense Lidia Yuknavitch, La cronologia dell'acqua è un lavoro non privo di fascino e di amore per l’immagine. Ma soprattutto, è l’urlo che Stewart stampa in faccia la mondo, la rivendicazione di una regista che di idee ne ha molte, e non ha alcun timore nel trasformarle in immagini in movimento. Il pregio principale di questo racconto biografico grondante montaggio non lineare, voce narrante, reiterazioni e allitterazioni, risiede infatti nella libertà espressiva che si concede la trentacinquenne cineasta. Tra un cambio di formato e la ricerca di un lirismo quasi malickiano (di nuovo, si fa riferimento anche all’utilizzo dell’io narrante, che attraversa in modo così forte la narrazione da sostituire quasi del tutto la parola “in campo” della protagonista, una Imogen Poots estremamente convincente), Stewart è in grado di agire in modo punk (Raffaele Meale, Quinlan)
Un certain regard a Cannes 2025


