Davide (Alessandro Borghi) è un trentenne con la passione dei libri: non ne legge tanti ma li vende, in una piazza di Roma. La sua cliente più fedele, Elsa, è anche sua complice: gli fornisce i volumi di seconda mano e lo colma di affetto e tenerezza. Qualcosa però s’incrina in un giorno come tanti: a Davide viene “consegnato” d’improvviso, per strada, come un pacco, un bambino che viene dal Nord Africa, e che non lo molla più. Poi un incidente, la corsa in ospedale con il piccolo sconosciuto tra la vita e la morte e Davide che entra in un inferno personale fatto di reticenze, rimorsi, smarrimento. Nel rifugio proibito del pronto soccorso, una notte Davide incontra Aminah, appena arrivata dall’Algeria su un barcone d’immigrati. È un’adolescente fradicia di pioggia, tremante, impaurita, e in evidente attesa di un figlio. Davide non può che darle rifugio in casa sua.
Con Nessun dolore Gianni Amelio firma il suo ventesimo lungometraggio per il cinema, e torna a ragionare su un tema che attraversa una parte non indifferente della sua filmografia: come agire di fronte all’evidente iniquità del mondo? Tra realismo e fiaba sociale Amelio non sempre trova le migliori coordinate espressive, ma non si accontenta della banalità (del male) e crede ancora con forza nell’umano. Fuori concorso a Venezia 2026. (Raffaelel Meale, Quinlan)
Presentato Fuori Concorso a Venezia2026


